Giuseppe Boy

Giuseppe Boy, (Cagliari, 1959).
Attore, regista e poeta-performer, direttore artistico dell’associazione culturale L’Eptacordio.
Allievo e collaboratore del Teatro Laboratorio “Institutet för scenkonst” di Goteborg (Svezia), collaboratore dell’associazione Pensamentus nella organizzazione del festival delle culture migranti ETHNICUS.
Dal 2009 porta nelle case di tutta Italia lo spettacolo “Poesie sparse”
Ha collaborato, sia come attore che come regista, con alcune fra le più importanti compagnie sarde. Nel corso della sua ricerca sulla poesia ha portato, in teatro, oltre alle sue opere, quelle di Emanuel Carnevali, Pier Paolo Pasolini e Giuseppe Ungaretti. Ha recitato in diversi film e cortometraggi, fra cui Il figlio di Bakunin di Gianfranco Cabiddu e I frutti sperati di Ezio Maisto.
Ha prodotto, anche in collaborazione con diversi musicisti, recital-concerti, la cui principale caratteristica è la contaminazione delle poesie con le canzoni, sperimentando una forma di recitazione sempre al confine col canto.
Dopo aver fatto parte del gruppo musicale Amalgàma, attualmente è uno dei componenti dei 5 elementi, con cui, oltre a interpretare poesie, canta e suona la chitarra. Ha collaborato con musicisti come Rocco de Rosa, Canio Loguercio, Luca de Nuzzo e il gruppo Acustimantico, con artisti come Licio Esposito, con cui ha realizzato il cortometraggio Addivanati (2013), Gisella Congia e con poeti, come Lidia Riviello, Cony Ray e altri.
Ha pubblicato, nel 2011, la raccolta “Autoritratto di un uomo palloso” e nel 2013 “Ho ancora tutta la vita da rimettere a posto” edita da Il Cenacolo di Ares.
Svolge anche una intensa attività di pedagogia sull’uso scenico della parola poetica con il progetto “Laboratorio di lettura Jazz”.